Siamo “neoassunti” INPS. Fra di noi ci sono tanti superstiti di altre generazioni, lavoratori e lavoratrici che per varie ragioni hanno scelto di rimettersi in gioco o hanno dovuto; ma, per lo più, abbiamo solo 30 anni. Non una gran vita. Ne abbiamo trascorso 19 nel sistema di istruzione nazionale, primario e secondario. A questi, sono seguiti almeno 2/3 anni nel precariato. Non il precariato del tempo determinato o del lavoro in somministrazione: quello degli Stages e delle Collaborazioni Coordinate e Continuative con “Professionisti” (o presunti tali). Ci siamo formati, ci siamo temprati, mentre Ministri del lavoro ci schernivano anziché occuparsi di noi. Ci consigliavano di stringere amicizie a calcetto anziché arricchire le nostre competenze; ci chiamavano “bamboccioni” e mettevano alla berlina quelli di noi che lasciavano il paese per cercare fortuna all’estero. Eravamo i “figli di mezzo” della Repubblica. Dietro ciascuno di noi c’erano famiglie, lavoratori ...
Lo spazio di confronto dei lavoratori INPS