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Visualizzazione dei post con l'etichetta Governo Draghi

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IN ASCOLTO DEI FUTURI COLLEGHI: I CONTATTI FP CGIL INPS SUL TERRITORIO

LA SVOLTA SPAGNOLA DELLE 32 ORE: LAVORARE MEGLIO PER RILANCIARE L’ECONOMIA

I professionisti dello storytelling spiegano sempre che per disegnare il futuro occorre scommettere sull’innovazione. In un mondo del lavoro che si trasforma costantemente, e che muta i propri caratteri fondamentali sulla spinta del consumo globale, guidare un processo di trasformazione vuol dire avere una visione d’insieme, un obiettivo di lungo periodo e correre un rischio. Perché non si possono registrare miglioramenti apprezzabili o significativi senza la capacità critica di mettere in discussione modelli predefiniti.  In Spagna l’Esecutivo guidato da Pedro Sanchez ha lanciato un'idea: sperimentare la settimana lavorativa di 32 ore, 4 giorni a parità di salario, assicurandosi le critiche degli industriali e della stampa più conservatrice.  La proposta, però, non è apparsa peregrina e ha scatenato un vivace dibattito: l’emergenza epidemiologica vissuta in tutto il mondo ha dimostrato la necessità di aprire nuovi orizzonti nel campo del lavoro e non solo. In un felice spunto...

IL RUOLO DEL SINDACATO NELLA NUOVA COMPAGINE DI GOVERNO

Non è un mistero che lo scopo del Governissimo guidato da Mario Draghi, come rilevato da Emiliano Brancaccio, sia quello di gestire una ristrutturazione del capitalismo italiano devastato dalla pandemia. Né ormai può più esserci alcun dubbio sulla postura che verrà assunta da questa ristrutturazione.  Se prima della formazione della squadra vi poteva essere ancora qualche incertezza, la nomina di Giorgetti al MISE e di Brunetta alla Funzione Pubblica, rappresentano una pesante ipoteca sui diritti dei lavoratori ed una dichiarazione di intenti.  La ristrutturazione sarà a tutto vantaggio del mercato, del capitale finanziario e industriale. Essa travolgerà definitivamente le già precarie condizioni della classe lavoratrice italiana, pubblica e privata. Beninteso, è probabile che non tutti i comparti soffriranno tagli, licenziamenti e precarizzazione delle condizioni di lavoro. Verranno probabilmente salvati quei settori ancora non decotti, verso i quali verranno indirizzate le e...

BRUNETTA È LA PUNTA DELL'ICEBERG

Era inevitabile che la nomina di Renato Brunetta suscitasse reazioni fortemente negative nel mondo del Pubblico Impego e nella CGIL (anche se registro reazioni molto più soft in altre parti del mondo sindacale). Ovviamente mi associo alle critiche che sono seguite a questa nomina e non potrebbe che essere così, visto che ho perso il conto degli scioperi e delle manifestazioni a cui ho partecipato contro la riforma voluta in passato dall’attuale ministro. Una riforma che si può sintetizzare in pochi concetti fondamentali: la ricerca ossessiva della delegittimazione del lavoro pubblico, il mancato riconoscimento della sua funzione sociale, il depotenziamento del valore della contrattazione decentrata e la colpevole amnesia su tutto ciò che riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro. E mi fermo qui per non tirarla troppo a lungo, anche perché l’analisi di questa (contro) riforma richiederebbe molto di più che una semplice riflessione. Vedo però un pericolo all’orizzonte che bisogna assolu...

LAVORO AGILE: SI FA SUL SERIO O NO?

Il nostro è un Paese fortemente refrattario alle innovazioni, per cui nessuna meraviglia che uno strumento come il lavoro agile abbia fatto grande fatica ad affermarsi, perlomeno nella PA. Se non fosse stato per il Covid, staremmo ancora a discutere se sperimentarlo uno o due giorni a settimana. L’emergenza pandemica avrebbe potuto rappresentare una stra-ordinaria occasione per l’ammodernamento dei servizi pubblici, facendo piazza pulita dei tanti cincischiamenti che per decenni hanno caratterizzato il dibattito. Purtroppo, dobbiamo prendere atto che, al netto della nomina del “nuovo” Ministro della Pubblica Amministrazione, nessuno dei suoi predecessori ha sinora avuto il coraggio che sarebbe servito, limitandosi a recitare su un copione già scritto nel 2009. Così: nessun tavolo per la contrattazione del lavoro agile è stato aperto; è stato introdotto il Piano Organizzativo del Lavoro agile che può essere solo oggetto di confronto sindacale, proprio perché riguarda l’organizzazione de...

LE CONSEGUENZE DEL PRIMO BRUNETTA SUL MONDO DEL LAVORO

Con il giuramento al Quirinale dello scorso 13 febbraio, la Pubblica Amministrazione ha ufficialmente un nuovo ministro, l’On. Renato Brunetta. Si tratta di una personalità che ha già ricoperto lo stesso ruolo dal 2008 al 2011 e non solo generando la contestata riforma che porta il suo nome, ma anche alimentando un aspro clima sociale nei confronti dei lavoratori pubblici a colpi di virulenti epiteti come “fannulloni” o “la peggiore Italia” che risuonano ancora oggi nelle menti di molti di noi. Simili modalità comunicative ebbero l’effetto di costruire una narrazione utile a giustificare alcune delle normative più regressive per il mondo del lavoro pubblico. Come ha già ricordato infatti la segretaria nazionale della FP CGIL, Serena Sorrentino, in quegli anni Brunetta ha bloccato la contrattazione, verticalizzato l’organizzazione del lavoro, limitato il diritto alla formazione, favorito le esternalizzazioni ed il precariato e, attraverso una indiscriminata decurtazione della retribuz...

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