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IN ASCOLTO DEI FUTURI COLLEGHI: I CONTATTI FP CGIL INPS SUL TERRITORIO

ALTRO CHE “SMARTPHONE SULLA BOTTIGLIA DEL LATTE” NOI ABBIAMO TENUTO INSIEME UN PAESE, VOI CHE AVETE FATTO?

Come sempre l’illuminato Ministro della Funzione Pubblica non perde occasione di tirare fuori dal cilindro l’ennesima esternazione inopportuna e fuori luogo con un’intervista a Sky Tg 24 nella quale accusa lo smart working di essere una copertura dei soliti dipendenti pubblici fannulloni che secondo lui “fanno finta di lavorare quando invece [starebbero] chiusi in casa col telefonino sulla bottiglia del latte!”. Purtroppo, non essendo così illuminati come l’esimio ministro, non riusciamo a capire quale comodità ci sarebbe ad appoggiare uno smartphone ad una bottiglia e come questo gesto possa dissimulare una attività lavorativa, ma forse abbiamo modi diversi di concepire il “Lavoro”. Quello che però capiamo bene sono le condizioni in cui versa questo paese che portano a chiederci cosa avrebbe fatto questo governo cd “dei migliori” per dare lezioni di come si lavora a gente che nei mesi più bui della pandemia ha tenuto insieme i servizi essenziali del paese con risorse e strumenti e...

NO, MINISTRO BRUNETTA, NON FACCIAMO FINTA

No, al contrario di quanto ha dichiarato il ministro Renato Brunetta, in smart working non facciamo "finta di lavorare con il telefonino sulla bottiglia del latte". Omaggiamo però le sue infelici dichiarazioni con questo smart-selfie al sapore di latte scremato . E voi? Inviateci le vostre foto , noi garantiremo l'anonimato e le pubblicheremo in omaggio al nostro ministro:  fpcgilinps@gmail.com . Facciamo ovviamente nostre le dichiarazioni della segretaria confederale CGIL Tania Scacchetti in merito : "Le sue dichiarazioni indignano e screditano il lavoro di tutti coloro che, in questi mesi di emergenza sanitaria, proprio grazie al lavoro agile e affrontando le difficoltà legate alla infrastrutturazione digitale, sono riusciti a garantire la continuità dei servizi, preservando al contempo la salute dei cittadini e dei lavoratori. A loro andrebbe detto grazie”. E aggiunge: "Quello che ci dicono le prime statistiche è che è aumentata la produttività del lavoro. E ...

SMART WORKING: QUANDO MIOPI "STATISTI" SACRIFICANO IL FUTURO SOSTENIBILE DEL PAESE SULL'ALTARE DEGLI INTERESSI DEI POCHI

  Sono ormai mesi che il Ministro Brunetta non perde occasione di ribadire con tono più o meno minaccioso e sempre poco velatamente insultante che i dipendenti pubblici dovranno tornare in ufficio il prima possibile.  E’ emblematico come il Ministro abbia definito lo smartworking emergenziale come “lavoro domestico all’italiana” ridicolizzando di fatto lo strumento che ha consentito alla Pubblica Amministrazione italiana di non smettere mai, neanche nei mesi più drammatici della pandemia, di erogare servizi essenziali e di essere vicina ai cittadini già piegati dalla circolazione del virus.  Appare quindi necessario ricordare quali sono stati i risultati raggiunti dall’uso massiccio dello smartworking che vanno ben al di là degli aumenti di produttività delle singole amministrazioni, di risparmi di denaro pubblico per minori costi e di work-life balance del singolo dipendente. Il lavoro agile infatti, ha prodotto una serie di “esternalità” positive in tanti campi della vi...

LAVORO AGILE VS. CAPPUCCINO E CORNETTO: CHI VINCERÀ?

Era il giugno del 2020, l’Italia era ancora nel pieno delle ondate pandemiche, il lavoro agile emergenziale era considerato una delle modalità ordinarie di svolgimento del rapporto di lavoro e un senatore romano di un partito di centro destra dichiarava che lo smart-working stava uccidendo le città: ”Il commercio, le attività dei bar e dei ristoranti, mille e mille motivi di vita, di consumo e di crescita economica delle città sono atrofizzati. Lo smart-working può essere un’eventualità da utilizzare, ci può essere una turnazione che consenta l’uso di questa possibilità ma la chiusura sistematica di Ministeri, Enti pubblici e altre realtà sta creando gravi danni, a Roma in particolare ma non solo”. Circa un anno dopo (lo scorso 31 agosto), il Ministro della Pubblica Amministrazione, compagno di partito del senatore di cui sopra ha dichiarato, a proposito delle stime dell’Istat sulla crescita del PIL: “Questa crescita, infatti, potrebbe essere addirittura superiore, se si ripristinerà ...

PERCHÉ I CONCORSISTI STANNO PROTESTANDO CONTRO BRUNETTA? #UGUALIALLAPARTENZA

In questi giorni si stanno moltiplicando le proteste degli aspiranti concorsisti contro il Ministro Brunetta: su Change.org è stata lanciata la petizione “No ai concorsi per titoli - No alla Riforma Brunetta”, che ha raccolto migliaia di firme, mentre su Twitter è stato lanciato un hashtag molto utilizzato #ugualiallapartenza, è stato inoltre lanciato spontaneamente il Comitato No Riforma PA. Alla base della protesta ci sono  le nuove norme che dovrebbero regolare le procedure concorsuali ,  introdotte dal decreto legge n. 44 dell’1 aprile 2021, che si inseriscono in un nuovo processo di riforma della Pa guidata dal ministro Renato Brunetta. Con l’art. 10, co. 1 del decreto in questione, infatti, si attribuisce alle amministrazioni la discrezionalità di precludere l'accesso alle prove preselettive dei concorsi a coloro che non sono in possesso di titoli e gli anni di servizio, inoltre viene valutata anche l’esperienza professionale, inclusi i tito...

BRUNETTA È LA PUNTA DELL'ICEBERG

Era inevitabile che la nomina di Renato Brunetta suscitasse reazioni fortemente negative nel mondo del Pubblico Impego e nella CGIL (anche se registro reazioni molto più soft in altre parti del mondo sindacale). Ovviamente mi associo alle critiche che sono seguite a questa nomina e non potrebbe che essere così, visto che ho perso il conto degli scioperi e delle manifestazioni a cui ho partecipato contro la riforma voluta in passato dall’attuale ministro. Una riforma che si può sintetizzare in pochi concetti fondamentali: la ricerca ossessiva della delegittimazione del lavoro pubblico, il mancato riconoscimento della sua funzione sociale, il depotenziamento del valore della contrattazione decentrata e la colpevole amnesia su tutto ciò che riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro. E mi fermo qui per non tirarla troppo a lungo, anche perché l’analisi di questa (contro) riforma richiederebbe molto di più che una semplice riflessione. Vedo però un pericolo all’orizzonte che bisogna assolu...

LE CONSEGUENZE DEL PRIMO BRUNETTA SUL MONDO DEL LAVORO

Con il giuramento al Quirinale dello scorso 13 febbraio, la Pubblica Amministrazione ha ufficialmente un nuovo ministro, l’On. Renato Brunetta. Si tratta di una personalità che ha già ricoperto lo stesso ruolo dal 2008 al 2011 e non solo generando la contestata riforma che porta il suo nome, ma anche alimentando un aspro clima sociale nei confronti dei lavoratori pubblici a colpi di virulenti epiteti come “fannulloni” o “la peggiore Italia” che risuonano ancora oggi nelle menti di molti di noi. Simili modalità comunicative ebbero l’effetto di costruire una narrazione utile a giustificare alcune delle normative più regressive per il mondo del lavoro pubblico. Come ha già ricordato infatti la segretaria nazionale della FP CGIL, Serena Sorrentino, in quegli anni Brunetta ha bloccato la contrattazione, verticalizzato l’organizzazione del lavoro, limitato il diritto alla formazione, favorito le esternalizzazioni ed il precariato e, attraverso una indiscriminata decurtazione della retribuz...

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