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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ruolo Sindacato

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IN ASCOLTO DEI FUTURI COLLEGHI: I CONTATTI FP CGIL INPS SUL TERRITORIO

UN’ALTRA P.A., UN’ALTRA INPS, UN ALTRO STATO DI EMERGENZA

  A due anni dallo scoppio della pandemia, ci troviamo ancora al centro di un vortice di ansie, semi-chiusure, di crisi economica e sociale e di “smart working sì” - “smart working no”, etc. Ma cosa sarebbe successo se la pandemia avesse colpito un’Italia diversa? Se il nostro Paese - al contrario di quanto ha fatto negli ultimi trent’anni - avesse investito più risorse nel settore pubblico e nel mondo del lavoro, non avremmo forse una situazione decisamente migliore di quella attuale? Immaginiamo, tanto per fare l’esempio più lampante (ma non l’unico), ospedali e strutture sanitarie con più posti letto e terapie intensive, più personale, più risorse per la ricerca medica (dunque anche per vaccini e farmaci contro i Coronavirus) e così via.  Lo stesso discorso vale ovviamente per tutti i servizi pubblici offerti dallo Stato. Pensiamo anche all’INPS. Immaginiamo se - come chiede da tempo anche il sindacato - l’Istituto avesse avuto più personale ed ulteriori risorse per la form...

PERCHÉ I CONCORSISTI STANNO PROTESTANDO CONTRO BRUNETTA? #UGUALIALLAPARTENZA

In questi giorni si stanno moltiplicando le proteste degli aspiranti concorsisti contro il Ministro Brunetta: su Change.org è stata lanciata la petizione “No ai concorsi per titoli - No alla Riforma Brunetta”, che ha raccolto migliaia di firme, mentre su Twitter è stato lanciato un hashtag molto utilizzato #ugualiallapartenza, è stato inoltre lanciato spontaneamente il Comitato No Riforma PA. Alla base della protesta ci sono  le nuove norme che dovrebbero regolare le procedure concorsuali ,  introdotte dal decreto legge n. 44 dell’1 aprile 2021, che si inseriscono in un nuovo processo di riforma della Pa guidata dal ministro Renato Brunetta. Con l’art. 10, co. 1 del decreto in questione, infatti, si attribuisce alle amministrazioni la discrezionalità di precludere l'accesso alle prove preselettive dei concorsi a coloro che non sono in possesso di titoli e gli anni di servizio, inoltre viene valutata anche l’esperienza professionale, inclusi i tito...

PERCHÉ LO SCIOPERO È ORMAI FUORI MODA

Lo sciopero è uno strumento di lotta memorabile per i risultati che ha consentito di raggiungere nel corso del Novecento. In molti tra noi si augurano che possa tornare ad esserlo in futuro, ed è per questo che ci teniamo ben stretti l’art. 40 della Costituzione. Occorre però solo un minimo di pragmatismo per rendersi conto che purtroppo “è passato di moda”. Nel senso che appare inadeguato a perseguire risultati utili nel confronto con la cosiddetta “parte datoriale”. Viviamo in un contesto in cui si è abbandonata la teorizzazione del conflitto tra capitale e lavoro. Lo sciopero, dal punto di vista del diritto civile, è il diritto a sottrarsi alla prestazione lavorativa evitando le sanzioni conseguenti all’inadempimento del contratto, prima tra tutte quella del licenziamento. Non c’è dunque inadempimento, ma viene naturalmente meno il diritto alla controprestazione, alla retribuzione. Il diritto a non lavorare è stato originariamente pensato come strumento di pressione nelle rivendicaz...

SCIOPERO: IL DIBATTITO CONTINUA

A più di tre mesi dal 9 dicembre 2020, data dell’ultimo sciopero unitario del pubblico impiego, è ancora aperto il dibattito sul significato e sull’opportunità di quella giornata di mobilitazione. Dibattito che non si sviluppa sulla piattaforma rivendicativa che fu posta alla base dello sciopero e che, ricordo, si fondava e si fonda ancora sulla necessità di restituire, attraverso il rinnovo contrattuale, dignità e valore al ruolo della contrattazione integrativa, aggiornare la parte normativa, adeguare il sistema dei diritti individuali e incrementare le retribuzioni.  E che, inoltre, attraverso un sistema di maggiori tutele del lavoro pubblico e di riconoscimento del lavoro svolto, punti alla creazione di un nuovo ordinamento professionale per i lavoratori, nel caso nostro, delle Funzioni Centrali.  Su questo tutto tace, e ci mancherebbe, considerata l’assoluta legittimità di queste rivendicazioni. La discussione invece sembra avvitarsi su alcuni aspetti che non esito a def...

IL RUOLO DEL SINDACATO NELLA NUOVA COMPAGINE DI GOVERNO

Non è un mistero che lo scopo del Governissimo guidato da Mario Draghi, come rilevato da Emiliano Brancaccio, sia quello di gestire una ristrutturazione del capitalismo italiano devastato dalla pandemia. Né ormai può più esserci alcun dubbio sulla postura che verrà assunta da questa ristrutturazione.  Se prima della formazione della squadra vi poteva essere ancora qualche incertezza, la nomina di Giorgetti al MISE e di Brunetta alla Funzione Pubblica, rappresentano una pesante ipoteca sui diritti dei lavoratori ed una dichiarazione di intenti.  La ristrutturazione sarà a tutto vantaggio del mercato, del capitale finanziario e industriale. Essa travolgerà definitivamente le già precarie condizioni della classe lavoratrice italiana, pubblica e privata. Beninteso, è probabile che non tutti i comparti soffriranno tagli, licenziamenti e precarizzazione delle condizioni di lavoro. Verranno probabilmente salvati quei settori ancora non decotti, verso i quali verranno indirizzate le e...

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